mercoledì 26 novembre 2014

7 minuti

Padova, Teatro Verdi

EMILIA ROMAGNA TEATRO
TEATRO STABILE DELL'UMBRIA
TEATRO STABILE DEL VENETO

Regia: Alessandro Gassman
Autore: Stefano Massini
Scenografia: Gianluca Amodio
Costumi: Lauretta Salvagnin
Light designer: Marco Palmieri
Musiche originali: Aldo E Pivio De Scalzi
videografie: Marco Schiavoni
con:
Ottavia Piccolo, Paola Di Meglio, Silvia Piovan, Olga Rossi, Maiga Balkissa, Stefania Ugomari Di Blas, Cecllia Di Giuli, Eleonora Bolla, Vittoria Corallo, Arianna Ancarani, Stella Piccioni


sabato 8 novembre 2014

Il re del silenzio

Un silenzio denso, come quello che precede lo scatenarsi di una tempesta, quando anche il vento e gli animali tacciono e l'aria è pregna di attesa. Un grido sordo, lungo, monotono. E sul fondo, la voce incessante di un bandoneòn che ricerca l'attacco di un tango. Il nero del raso, il rosso della seta e la penombra di una balera che lascia indovinare il profilo di un uomo immobile a occhi chiusi, le dita che corrono veloci sui tasti della fisarmonica, e gli occhi di una donna seduta in disparte a osservare quella vita fatta di musica nella quale a nessuno è dato entrare e la goccia di sudore che scorre lenta sulla tempia sinistra.
Il silenzio e il grido, il nero e il rosso, sono queste le cifre che connotano i due protagonisti de Il re del tango, Miro e Nina.
Come i passi di due ballerini, presente e passato si rincorrono lungo le pagine del libro, e ogni pagina aggiunge un dettaglio, un particolare alla figura di quest'uomo fatto di musica attorno al quale ruota il racconto. Un racconto che, come caratteristico di Carla Menaldo, si sostanzia di dettagli all'apparenza insignificanti, dilatati fino a riempire la narrazione: il gelsomino abbarbicato alla facciata della casa ligure, i pini che piangono neve nell'inverno di riviera, il pavimento di legno tirato a cera di un interno parigino.
Silenzio è la chiave di un uomo che non parla quasi mai, nel libro, e quando anche apparentemente lo fa, non si tratta di discorsi diretti ma sempre di ricordi scolpiti nella memoria dell'io narrante, quasi fossero frasi incise su un muro a testimoniare la realtà di una storia dalla consistenza effimera, un sogno o un fantasma. Rare le eccezioni, quando Miro parla di musica, e allora - solo allora - il suo parlare si fa concreto, reale.
E come non parla, così Miro sembra non avere emozioni, impermeabile, tetragono ai sentimenti che lo circondano. Anche la rabbia e il dolore, in Miro, sono silenziosi, come quella nostalgia totalmente autoreferenziale che trasforma ossessivamente l'assenza di Nina nella sua musa. Un personaggio "sbagliato" in un libro di Carla Menaldo, paradossalmente "stonato", perchè indifferente alla pioggia di emozioni e sentimenti di cui si sostanziano sempre i suoi protagonisti, nelle cui vene pulsano passione, dolore, rabbia: quella vita che fa gridare la ribellione di Nina ma che Miro, di fatto, non riesce mai a far sua veramente, cosicché quando si giunge a fiato sospeso al termine dell'ultimo tango, viene invevitabile chiedersi come possa un libro (o un uomo?) fatto di musica essere così insopportabilmente silenzioso.


venerdì 31 ottobre 2014

Quidam

A young girl's escape into a world of imagination
Cirque du Soleil


domenica 14 settembre 2014

Una caramella alla ciliegia e liquirizia



"Istanbul... Nel lento e profondo turbinio dei ricordi, il nome di questa città spiccava in mezzo alle centinaia di nomi archiviati nel corso degli anni. Adagiai la parola sulla lingua, la succhiai lentamente e avidamente, come un dolce scaldato a bagnomaria. Se avessi dovuto paragonare Londra a un dolciume, sarebbe stata una caramella mou, ricca, intensa, dal sapore antico. Istanbul invece sarebbe stata una caramella alla ciliegia e liquirizia, un miscuglio di sapori contrastanti, capaci di rendere dolce l'amaro e amaro il dolce."
Elif Shafak, La casa dei quattro venti



photo by isi

sabato 5 aprile 2014

Au revoir, Paris

3-5 aprile 2014
Parigi, Ecole normale supérieure
Actualité et décor. De l'événement éphémère à l'image pérenne









photo by isi