Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza complicare il pane
ci si spalma sopra un bel giretto di parole vuote ma doppiate
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo
taglia bene l'aquilone, togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace
Liberi com'eravamo ieri, dei centimetri di libri sotto i piedi
per tirare la maniglia della porta e andare fuori come Mastroianni anni fa,
come la voce guida la pubblicità
ci sono stati dei momenti intensi ma li ho persi già
Troppo cerebrale per capire che si può star bene senza calpestare il cuore
ci si passa sopra almeno due o tre volte i piedi come sulle aiuole
Leviamo via il tappeto e poi mettiamoci dei pattini
per scivolare meglio sopra l'odio
Torre di controllo, aiuto, sto finendo l'aria dentro al serbatoio
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c'è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più...
Vuoti di memoria, non c'è posto per tenere insieme tutte le
puntate di una storia piccolissimo particolare, ti ho perduto senza cattiveria
Mangiati le bolle di sapone intorno al mondo e quando dormo
taglia bene l'aquilone togli la ragione e lasciami sognare, lasciami sognare in pace
Libero com'ero stato ieri ho dei centimetri di cielo sotto ai piedi
adesso tiro la maniglia della porta e vado fuori
come Mastroianni anni fa, sono una nuvola, fra poco pioverà
e non c'è niente che mi sposta o vento che mi sposterà
Potrei ma non voglio fidarmi di te
io non ti conosco e in fondo non c'è
in quello che dici qualcosa che pensi
sei solo la copia di mille riassunti
Leggera leggera si bagna la fiamma
rimane la cera e non ci sei più, non ci sei più, non ci sei...
Samuele Bersani, Giudizi universali
mercoledì 25 febbraio 2015
domenica 22 febbraio 2015
Di neve e di mare
Piccole vacanze, in compagnia delle mie magnifiche donne...
28.12.2014 - 1.01.2015 Klagenfurt
24.01.2015 Firenze
20-22.02.2015 Cinque Terre
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lunedì 2 febbraio 2015
giovedì 22 gennaio 2015
Magazzino 18
21-22 gennaio 2015 Padova, Teatro Verdi
20 marzo, Bologna, Teatro Arena del Sole
"Io mi chiamo Ferdinando , sono esule di Pola e questa è la mia sedia.
Sopra c’è scritto il mio nome e il numero 2154.
Io mi chiamo Domenico, facevo il postino e qualcuno mi ha spedito in un foiba. In questo quaderno di quarta elementare ci sono le poesie che ho scritto da bambino.
Io mi chiamo Giuseppe, per gli amici Geppino.
Io mi chiamo Norma, seviziata e gettata negli abissi.
Nel ’48 mi hanno laureata: honoris causa dall’università di Padova.
Sono un medico chirurgo, e ho perso i miei due figli nella strage di Vergarolla.
Io mi chiamo Sergio e sono un famoso cantante.
Insieme a mia madre lasciai la città dove ero nato, nel febbraio del 1947.
Io mi chiamo Giovanna, e sono esule da Buie d’Istria .
Mi hanno trovata impiccata a un ulivo: mi mancava troppo la mia terra.
Io mi chiamo Marinella e ho solo un anno. Sono morta di freddo nel campo profughi di Padriciano. Questa è l’unica foto che hanno trovato di me.
Io mi chiamo Tomislav e sono sloveno.
Avevo quattordici anni quando mio padre morì di stenti in un campo di internamento italiano, sull’isola di Arbe.
Io non ho un nome, ma potrei averne trentamila. Come gli italiani che ancora oggi vivono in Istria, Pola e a Fiume.
Io non ho un nome, ma potrei averne milioni.
Come i profughi di tutto il mondo, costretti a lasciare la propria terra, per sfuggire alla povertà, all’odio, alla guerra."
Simone Cristicchi con Jan Bernas, Magazzino 18
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mercoledì 10 dicembre 2014
Massacritica
Massacritica – il totalitarismo nell’era di Facebook
Padova, Teatro Verdi
TEATRO STABILE DEL VENETO
Di: Giorgio Sangati
Scene e costumi: Alberto Nonnato
Luci: Paolo Pollo Rodighiero
video: Raffaella Rivi
Regia: Giorgio Sangati
con:
Giulia Briata, Massimo Scola, Francesco Wolf, Marco Zoppello
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